Aria Automation 8.18

Dal provisioning ai processi: l’estensibilità in

Indice

Dal provisioning ai processi: Aria Automation 8.18

Estensibilità come revisione

Event Broker

Payload

Casi d'uso e benefici

Conclusione

Estensibilità come revisione concettuale dell’automazione

Nel passaggio a VMware Aria Automation 8.18, il tema dell’estensibilità assume un ruolo centrale e, per molti versi, rappresenta uno dei cambiamenti più profondi rispetto alle versioni precedenti. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di una revisione concettuale di come l’automazione si innesta nei processi IT.
 
In particolare, la lifecycle extensibility viene ricostruita attorno al servizio di Event Broker, che diventa il punto di convergenza tra il ciclo di vita delle risorse e le integrazioni personalizzate. Aria Automation 8.18 mette a disposizione cicli di vita applicativi e infrastrutturali già definiti. Questi cicli coprono le fasi fondamentali di un deployment: dalla richiesta iniziale, al provisioning vero e proprio, fino alle operazioni successive come aggiornamenti, azioni manuali e distruzione delle risorse.
 
Questo modello “out of the box” è sufficiente per molti scenari standard, ma nella realtà operativa quasi nessuna organizzazione si limita a un flusso lineare. Entrano in gioco sistemi esterni, controlli di compliance, policy di sicurezza, strumenti di monitoraggio o processi di approvazione indiretti. È qui che l’Event Broker diventa essenziale. 

Event Broker, subscription e riorganizzazione degli eventi

Il servizio di Event Broker consente di intercettare eventi specifici generati durante il ciclo di vita di un deployment o di una singola risorsa. A ogni evento è possibile associare una subscription, cioè una regola che definisce quando e come attivare un’estensione.
 
L’estensione può consistere nell’avvio di un workflow o nell’esecuzione di un’azione, permettendo alla piattaforma di reagire automaticamente a ciò che accade. Questo approccio rende l’automazione reattiva, anziché puramente sequenziale. Un elemento chiave di Aria Automation 8.18 è la riorganizzazione degli event topic. Rispetto a vRealize Automation 7.x, i topic non sono una copia uno-a-uno di quelli esistenti. Sono stati ripensati come eventi di livello più alto, maggiormente allineati al concetto di deployment e alle risorse che lo compongono.
 
Esistono eventi che si attivano prima del provisioning, utili per intervenire sulla configurazione o per eseguire controlli esterni, ed eventi successivi al provisioning, pensati per operazioni di post-configurazione o per notificare sistemi terzi. Questa distinzione rende più chiaro il momento esatto in cui un’estensione viene eseguita e riduce le ambiguità che in passato potevano emergere.

Payload, criteri di attivazione e action-based extensibility

Un altro aspetto spesso sottovalutato è il payload associato agli eventi. In Aria Automation 8.18, quando un evento viene intercettato, il sistema passa all’estensione un payload strutturato che contiene informazioni dettagliate sul contesto: dati del deployment, identificativi delle risorse, stato dell’operazione e metadati utili alla correlazione con altri sistemi.
 
La struttura di questo payload è diversa rispetto alle versioni precedenti e richiede una revisione delle integrazioni esistenti. Tuttavia, il vantaggio è una maggiore coerenza e una migliore integrazione con le API della piattaforma, che possono essere chiamate per recuperare informazioni aggiuntive se necessario. La definizione dei criteri di attivazione delle subscription è un altro punto di discontinuità. In 8.18, i criteri non si basano più esclusivamente su eventi generici, ma possono essere filtrati in modo più preciso in base a deployment, blueprint e risorse.
 
Questo consente di applicare estensioni solo in determinati contesti, evitando logiche condizionali complesse all’interno dei workflow stessi. L’estensibilità diventa così più dichiarativa: si definisce “quando” e “su cosa” intervenire, lasciando all’implementazione il solo compito di eseguire l’azione richiesta. Accanto ai workflow tradizionali, Aria Automation 8.18 introduce in modo strutturato l’action-based extensibility.
 
Questo modello permette di eseguire logica personalizzata come funzione, senza dipendere necessariamente da un Automation Orchestrator esterno. Le azioni sono pensate per essere leggere, stateless e facilmente manutenibili, ideali per operazioni puntuali come chiamate API, validazioni o trasformazioni di dati. In scenari ibridi o cloud-oriented, questo approccio riduce la complessità operativa e accelera lo sviluppo delle integrazioni.

Casi d’uso e benefici della lifecycle extensibility

Dal punto di vista dei casi d’uso, la lifecycle extensibility basata su Event Broker offre vantaggi concreti. Un esempio tipico è l’integrazione con sistemi di governance o CMDB: al termine del provisioning, un evento può attivare automaticamente la registrazione delle risorse create, garantendo allineamento e tracciabilità. In altri contesti, eventi di pre-provisioning possono essere usati per verificare policy di rete o vincoli infrastrutturali prima ancora che le risorse vengano create, riducendo errori e rilavorazioni. Un altro beneficio importante è la standardizzazione. Utilizzando eventi e subscription, è possibile applicare lo stesso comportamento a deployment diversi, indipendentemente dal progetto o dall’ambiente sottostante.
 
L’evento diventa il contratto stabile tra la piattaforma e le integrazioni esterne, mentre l’implementazione può evolvere nel tempo senza impattare il modello complessivo. Questo favorisce una maggiore separazione tra progettazione dei servizi e logica di integrazione.

Conclusione

In conclusione, la lifecycle extensibility in VMware Aria Automation 8.18 rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato. L’automazione non è più una serie di hook sparsi, ma un sistema strutturato di eventi, payload e subscription che rende i processi più leggibili, prevedibili e governabili. Per chi progetta piattaforme di automazione moderne, questo modello offre una base solida per costruire integrazioni robuste e allineate ai reali flussi operativi dell’IT.
 
Se stai progettando o migrando una piattaforma di automazione, capire come funzionano eventi, subscription ed estensibilità non è un dettaglio tecnico, ma una scelta architetturale. Approfondire questi meccanismi oggi significa costruire automazioni più solide, leggibili e pronte a evolvere insieme ai tuoi processi IT.

 

A cura di Gaetano Maurizio Abbaticchio